Scarpe: transizione tacco punta

Spesso quando si parla di calzature running si sente nominare la transizione tacco punta. Allora occorre fare chiarezza su questo concetto. La transizione tacco punta esiste nella camminata, nella corsa se fate tacco punta state correndo male e siete destinati all’infortunio, giusto per sfatare il mito che alcune scarpe non fanno infortunare. Quindi quando nel running si parla di transizione tacco punta si prevede un atterraggio di avampiede , un successivo appoggio del tallone e una nuova spinta di avampiede . Ed è li che avviene una transizione. La flessibilità dell’avampiede permette una spinta adeguata, poi i vari livelli di ammortizzazione e drop possono influire sulla nostra corsa o sollecitazione dei tendini. Tutto va in base a nostre esigenze e km percorsi.

La pista di atletica

Domenica scorsa ho fatto le ore di tirocinio associate al corso Fidal per diventare allenatore ,che ho intrapreso. La categoria in gara era Allievi maschili e femminili , quindi una età di circa 16/17 anni in cui possono essere anche assoluti se il livello lo permette. Le discipline erano varie : lanci , salti in alto e lungo, 800 m , 3000 m . Alcuni atleti sia maschili che femminili hanno fatto anche discreti risultati con valore nazionale, ma ciò che fa piacere vedere è la voglia di fare di questi ragazzi, il rapporto con i vari allenatori ,gli entusiasmi per aver raggiunto un nuovo proprio limite nella disciplina. Questa è l’atletica vera, che si respira sulle piste, dove possono uscire i campioni di domani. Allora il consiglio che viene da dare è ” cercate il vostro limite e cercate di superarlo con un nuovo personal beast ” .

Non solo corsa.

Per chi ha la passione della corsa rinunciare all’uscita programmata diventa difficoltoso, ma chi ha carichi di km settimanali elevati ha necessità di scaricare un pò . Allora una soluzione può tranquillamente essere il divano, ma se la nostra voglia di attività fisica è cosi impellente si può deviare sul nuoto o il ciclismo. Il primo è a impatto zero, muoversi nell’acqua di una piscina aiuta i nostri muscoli e tendini a un recupero . Il secondo ci permette di stare sempre all’aria aperta , non risparmiandoci dalla fatica , ma al tempo stesso evitando gli impatti del terreno e lavorando con muscoli differenti dal solito. Entrambi tengono attivo il nostro sistema cardiovascolare, sviluppando  le endorfine a noi sportivi tanto care. Quindi non sottovalutiamo mai i segnali del nostro corpo e diamo importanza al recupero sia attivo che passivo.

La scarpa miracolosa…

Mi aggancio al titolo di questo articolo….non esiste. Perchè questa provocazione ? il motivo è che ogni tanto mi arriva il runner arrabbiato dai troppi infortuni con la frase ” ah mi hanno detto che la scarpa X non fà infortunare…” NO NO NO….non è vero. Anche perchè tanti con la scarpa X li ho visti fermi ai box per infortunio. Non parlo di marchi specifici, non parlo proprio di marchi di scarpe. Mi riferisco ad un concetto o dir si voglia leggenda metropolitana tra runner. L’infortunio può essere portato da svariati fattori, la scarpa in alcuni casi influisce quando il nostro modo scorretto di correre non viene supportato dalla giusta calzatura, ma alla base c’è un modo di correre biomeccanicamente non giusto. Allora togliamoci dalla testa che esistono scarpe miracolose. Il consiglio è sempre lo stesso ,a costo di sembrare ripetitivo, ma rivolgiamoci a chi sa analizzare la nostra corsa , capisce le nostre esigenze, valuta i nostri ritmi e tempi di appoggio. La moda lasciamola ai vari Armani, Fendi o Prada, noi occupiamoci di quello che va bene al nostro piede e al nostro tipo di corsa.

Buone corse a tutti.

Quale scarpa per la gara

La gara crea un discorso a se per la scelta della scarpa. I ritmi che si sostengono sono più alti , si cerca di dare il massimo e in molte occasioni si corre più veloce di quanto si farebbe in un allenamento. Il motivo può essere che abbiamo utilizzato dei mezzi allenanti finalizzati alla gara e quindi raccogliamo i frutti di un lavoro, oppure semplicemente perchè in gara esce fuori il nostro spirito competitivo. Allora quale scarpa utilizzare ? per i corridori più veloci (sotto i 4′ a km ) scarpe perfomance senza problemi , per chi è un pò più lento, ma corre in ogni caso sotto i 5′ a km e vuole una calzatura un pò più leggera , ma non troppo l’intermedia è la soluzione ideale. Più reattiva, peso sotto i 300 gr ,  offre un minimo di protezione e cambiare la nostra biomeccanica con una scarpa differente può portare solo benefici. Per i corridori più lenti ancora, in cui i tempi di appoggio sono lenti conviene rimanere sulla massima protezione , ma rimane anche molto correlato al peso della persona. Io sono della scuola del “non fossilizzarsi ” sempre sulla stessa calzatura.

La compressione ai polpacci.

In questo periodo sto provando i nuovi Booster Elite Evo 2 della BV SPORT , azienda francese che ha inventato la compressione graduata sportiva. Ci sono vario tipo di prodotti per la compressione al polpaccio in commercio , tanti di buona fattura con rapporto qualità prezzo ottima, ma se vogliamo utilizzare il Top credo che il Booster Elite lo sia.Lo scopo di questo prodotto è di diminuire l’affaticamento e creare un ritorno venoso di sangue verso il cuore. Nel modello Elite la compressione è graduale , quindi parte dal basso . I tessuti danno stabilità al muscolo e al tendine d’achille, per limitare i movimenti laterali e in questo nuovo modello esiste anche un supporto tibiale. Il consiglio che vi do è di venire a scoprirlo in negozio. E’ un prodotto che porta enormi benefici in particolare sulle lunghe distanze.

La maratona….non è obbligatoria

Perchè questo titolo….vi spiego: domenica scorsa abbiamo organizzato per il secondo anno delle squadre che hanno partecipato alla maratona di Milano a staffetta. Si tratta di dividere i 42km 195m in 4 frazionisti con distanze da 13/11/7/11 km circa. La staffetta parte 45 minuti dopo la maratona e il percorso è lo stesso , quindi si ha modo di correre con i maratoneti. Io ho corso la seconda frazione e mi sono mischiato con i maratoneti che prevedevano di concludere la prova dalle 5h alle 6 h. Ovviamente , per molti motivi sorpassavo parecchi corridori, anche perchè in quel caso la mia prova si fermava dopo 10km, ma ciò che vorrei portare alla vostra attenzione è che non eravamo nemmeno al passaggio alla mezza maratona che ho notato diversi corridori che avrebbero dovuto fare la maratona fermi con crampi , oppure camminare già piuttosto provati dalla fatica. Allora la riflessione è : ma se non ti alleni adeguatamente , non sei obbligato a fare una maratona. Ho corso abbastanza prove sulla 42 da poter dire che non tutte le giornata sono uguali, che la crisi arriva, che la fatica è tanta, ma questo dopo 30 km, non prima di 20. Comprendo che il fascino della 42 sia forte, che magari si corre da poco è c’è tanto entusiasmo , ma provare a correre una maratona senza una preparazione adeguata può essere deleterio per il nostro fisico. Alcuni smettono anche di correre. Il pensiero ” non ho pretese , a me basta finirla” non è una motivazione corretta per presentarsi senza allenamento. Correre una maratona è una delle emozioni più forti che un runner può provare, allora perchè privarsi di questa emozione con una preparazione inesistente..?

Come si corre conta.

Ieri sera ho partecipato a un meeting sulla maratona, sono intervenuti personaggi di una certa caratura professionale: cardiologi , allenatori , mental coach, nutrizionisti…ma quello che più mi interessava era l’intervento dell’organizzatore il dott. DiFilippo ,titolare del centro FisioAnalysis , con cui ho avuto già la possibilità di scambiare quattro chiacchere per telefono. Devo dire che sentire da una persona preparata come lui concetti che sostengo da tempo, sulla corsa , la scelta della calzatura , sull’appoggio del piede …mi fa capire che forse sono sulla strada giusta quando cerco di trasmetterli ai miei clienti a cui suggerisco una scarpa. In pratica la differenza viene fatta dal nostro modo di correre. Statisticamente chi corre in modo efficiente ha un rischio più basso d’ infortuni notevole. Un altro fattore che biomeccanicamente può influire è correre sempre con lo stesso tipo di scarpe. Cambiare drop, livello di ammortizzazione permette di cambiare la nostra corsa e ne possiamo trarre solo benefici. Presso il mio negozio , previo appuntamento , eseguo test e valutazioni più approfondite dello stile di corsa. Perchè la scelta della calzatura non sia mai casuale.

“vorrei una scarpa , ma io cammino e basta”

Parecchie volte mi sono sentito dire questa frase da un cliente che entra in negozio. Ma chi ha detto che le scarpe per camminare non devono essere tecniche ? Certo ci possiamo fermare a valutazioni sull’appoggio di primo livello, ma qualcuna va fatta ad ogni modo. Poi ci sono calzature meno tecniche e anche meno costose che vanno benissimo , ma dare la possibilità ai nostri piedi di essere comodi è un benefit a cui non bisogna rinunciare. D’altronde gli impatti con il terreno tra corsa e camminata sono molto diversi , anche il gesto tecnico lo è , comfort e ammortizzazione corretti ai nostri piedi ci darà la possibilità di percorrere diversi km.

Buone camminate a tutti.

Always in beta

Always in beta , sempre alla ricerca …questi 2 giorni di corso Fidal come primo step per diventare allenatore hanno aperto nuovi aspetti e dato conferme su quello che è la corsa. Tralasciando parti tecniche che magari in altre occasioni verranno trattate , se siete sul mio sito e state leggendo è perchè siete anche alla ricerca di una calzatura forse. Allora: una delle conferme che ho avuto è di quanto sia, non solo importante conoscere i materiali e tipo di calzatura, ma anche capire il modo di correre di una persona per consigliare la scarpa giusta. Gli studi che sto seguendo , essere diventato istruttore AICN , la formazione continua , tutti elementi che portano ad una analisi approfondita sul come si corre. Parliamoci chiaro , le scarpe da running le vende chiunque, basta aprire un PC e siamo in negozio, la differenza viene fatta dal servizio che riceviamo all’interno del negozio. Quando si hanno problemi fisici legati alla corsa , dobbiamo valutare la calzatura che stiamo utilizzando se adatta a noi veramente, nel caso sostituirla , ma un parametro è fondamentale : NON ESISTE scarpa che risolve problemi quando il nostro problema è il nostro modo di correre. I Santoni che per vendere qualcosa vi garantiscono che quella è la scarpa migliore non vi stanno analizzando. Magari la scarpa è ottima, ma non per voi. Quindi se non vogliamo modificare il nostro schema motorio nella corsa, occorre fare una analisi ancora più dettagliata sulla scelta della scarpa.

Ora vado a fare la mia corsa quotidiana, buone corse a tutti.